C’erano le luci calde della sera, i sorrisi larghi e sinceri, l’odore inconfondibile della pasta fresca stesa a mano. De Casoncello 2024 non è stato solo un evento: è stato un abbraccio collettivo, una scuola all’aperto dove si sono intrecciati mani, storie, e passione.
Sotto i tendoni, tra tavoli di legno e piatti traboccanti di casoncelli, si sono mossi con dedizione cuochi, appassionati e volontari di ogni età. Ognuno ha offerto qualcosa di sé: tempo, energia, allegria, ma soprattutto voglia di condividere. Volti sorridenti, grembiuli sporchi di farina e occhi pieni di entusiasmo raccontavano l’amore per una tradizione che vive solo se si trasmette.
E poi loro, i visitatori: famiglie, turisti, cittadini curiosi e affezionati che si sono avvicinati per assaggiare, imparare, osservare. Molti sono tornati a casa stringendo fra le mani un sacchetto pieno di casoncelli appena fatti: un piccolo tesoro di sapori, unico e irripetibile, frutto del lavoro di una comunità che crede nella qualità, nella manualità e nella memoria.
Il successo di queste giornate è tutto qui: nella spontaneità con cui le persone si sono incontrate, nel valore di ogni gesto fatto con il cuore, e nel desiderio comune di custodire – e reinventare – un patrimonio gastronomico che parla di noi.
Grazie a chi ha dato una mano, a chi ha messo le mani in pasta, e a chi semplicemente si è lasciato conquistare dal profumo e dalla bellezza di un gesto antico.
